Spingersi ai limiti della tolleranza, per vedere qual è lo spazio minimo in cui si può vivere dignitosamente, è una sfida accolta fin dal XX secolo.
Già Le Corbusier con con il suo cabanon a Saint Martin (15 mq realizzato nel1952) aveva creato una unità abitativa autonoma in legno fornita dell’indispensabile con l’obiettivo di dimostrare come si possa “vivere bene con ciò che è davvero necessario”.
Anche Renzo Piano ha studiato un piccolo modulo abitativo, Diogene, solo 5 mq prodotto da Vitra dal 2013.
Adesso l’aumentata difficoltà nel trovare alloggi e soprattutto la mancanza di aree edificabili ha reso di grande attualità lo studio di spazi abitativi contenuti in 20mq.
Quindi quello che era una sorta di “capriccio” creativo di una manciata di architetti geniali stà diventando un tema di ricerca necessario e diffuso ovunque.
A questo punto la grande sfida non è soltanto rendere confortevole una mini casa ma far sì che essa diventi una scelta e non una rinuncia.
Per far ciò è indispensabile orientare la ricerca su materiali e rifiniture di pregio tali da conferire un carattere lussuoso ad uno “spazio minimo”. Ultimamente lo studio AB Rogers Design, di Londra, è riuscito a condensare gli ambienti di una casa tradizionale in un micro spazio.
Si tratta di due moduli collegati tra loro che complessivamente coprono 19 mq.

Le corbusier

AB Rogers Design

 

Renzo Piano